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Tempo di morire. Ricordi, riflessioni, aneddoti
Tempo di morire. Ricordi, riflessioni, aneddoti
Zoom della copertina
Krzysztof Zanussi
Tempo di morire. Ricordi, riflessioni, aneddoti Metti il libro nel carrello
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Anno: 2009
Pagine: 388
Prezzo: € 25,00
Dimensioni: cm 14,0x21,0
Legatura: brossura con alette

Collana: l'alingua
ISBN: 9788877708700

Esce in Italia il libro del regista polacco, già vincitore del Leone d'Oro al Festival di Venezia

Echi dal Web
Tempo di morire. Ricordi, riflessioni, aneddoti. Un libro di Krzysztof Zanussi (da cultframe.com)
"Tempo di morire" (da lafolla.it)
Tempo di morire. Ricordi, riflessioni, aneddoti, Spirali (da Rai Radio 3 "Fahrenheit")
Tempo di morire, di Krzysztof Zanussi (da persinsala.it)
Krzysztof Zanussi, il cinema è la vita (da UniversyTV.it)
Tempo di morire. ricordi, riflessioni, aneddoti (recensione di Close-up.it)

Estratto del libro
Non è necessario avere letto Freud per accorgersi che l'infanzia segna tutta la nostra vita. Anzi, con il passare del tempo, è sempre più presente nei nostri pensieri. Almeno nei miei, torna con sempre maggiore chiarezza, a mano a mano che le mie attività perdono il fascino della novità. Spesso mi sembra di rivivere per la seconda o terza volta esperienze già superate e di ritrovarmi di fronte a problemi che un tempo avevo già risolto. Scrivo nuovi soggetti, cerco gli attori o i luoghi per le riprese e immediatamente rivedo i miei trenta film precedenti, quando facevo quasi le stesse cose. La parolina "quasi" è importante. Se mancasse, avrei scritto una grave menzogna.
La creatività è stupenda, poiché consiste essenzialmente in una scoperta continua. Questo accade fintanto che crediamo nella magia dell'arte. Se questa fede viene a mancare, tutto ciò che facciamo diventa futile.
Una collega regista, passata a ricoprire un'importante carica statale, si era lamentata con me dicendo di essere stufa di ripetere agli attori di stare nel fascio di luce e evitare di coprirsi l'un l'altro. Quante volte si possono ripetere le stesse cose? Quello era un segnale di sfiducia che ci assale regolarmente come i mali di stagione... (vedi l'anteprima)

Quarta di copertina

Per Krzysztof Zanussi, regista geniale, i ricordi sono sequenze cinematografiche, le riflessioni sono spunti per una saga, gli aneddoti sono scene prorompenti.
Il titolo di questo libro s'ispira a una battuta dell'attore polacco Jerzy Leszczyński, famoso interprete di re e comandanti, dai modi raffinati e dalla splendida voce; con l’avvento della Repubblica Popolare di Polonia era cambiato l'attore da mettere in scena: ci voleva il tipo "muratore" o "ragazza che guida il trattore". Un giorno Leszczyński venne avvicinato da un giovanotto corpulento, viso tondo e naso all'insù, il tipico eroe proletario che si presentò: "Sono un suo collega, un attore". E l'anziano attore: "Lei è un collega, un attore. Allora, è tempo di morire".
Krzysztof Zanussi annota: sarebbe ora che morisse, invece, l'epoca degli eroi proletari nata con la Repubblica Popolare di Polonia; l'epoca in cui certe frasi non si potevano pronunciare da un palcoscenico o dallo schermo, perché avrebbero messo in pericolo il regime; l'epoca in cui girare un film sul Papa era un'operazione top secret (di fatto, le scene del film con i carri armati sovietici e la piazza del mercato di Cracovia invasa dalla folla – trasmesse dal satellite a Washington – allarmarono l'ambasciata
americana a Varsavia tanto che il segretario ne chiese conto); l'epoca in cui "in cielo, a tenerci costantemente d'occhio c’era, oltre al buon Dio, un satellite straniero"; l'epoca in cui, per i polacchi, era troppo strano vedere in televisione, durante le partite di calcio, cartelloni pubblicitari con il nome Zanussi.

Contributi audio
Rai Radio 3 Farhenheit, il libro del giorno 1 dicembre 2009




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