Non è necessario avere letto Freud per accorgersi che l'infanzia segna tutta la nostra vita. Anzi, con il passare del tempo, è sempre più presente nei nostri pensieri. Almeno nei miei, torna con sempre maggiore chiarezza, a mano a mano che le mie attività perdono il fascino della novità. Spesso mi sembra di rivivere per la seconda o terza volta esperienze già superate e di ritrovarmi di fronte a problemi che un tempo avevo già risolto. Scrivo nuovi soggetti, cerco gli attori o i luoghi per le riprese e immediatamente rivedo i miei trenta film precedenti, quando facevo quasi le stesse cose. La parolina "quasi" è importante. Se mancasse, avrei scritto una grave menzogna. La creatività è stupenda, poiché consiste essenzialmente in una scoperta continua. Questo accade fintanto che crediamo nella magia dell'arte. Se questa fede viene a mancare, tutto ciò che facciamo diventa futile. Una collega regista, passata a ricoprire un'importante carica statale, si era lamentata con me dicendo di essere stufa di ripetere agli attori di stare nel fascio di luce e evitare di coprirsi l'un l'altro. Quante volte si possono ripetere le stesse cose? Quello era un segnale di sfiducia che ci assale regolarmente come i mali di stagione... (vedi l'anteprima)
Quarta di copertina
Per Krzysztof Zanussi, regista geniale, i ricordi sono sequenze cinematografiche, le riflessioni sono spunti per una saga, gli aneddoti sono scene prorompenti. Il titolo di questo libro s'ispira a una battuta dell'attore polacco Jerzy Leszczyński, famoso interprete di re e comandanti, dai modi raffinati e dalla splendida voce; con l’avvento della Repubblica Popolare di Polonia era cambiato l'attore da mettere in scena: ci voleva il tipo "muratore" o "ragazza che guida il trattore". Un giorno Leszczyński venne avvicinato da un giovanotto corpulento, viso tondo e naso all'insù, il tipico eroe proletario che si presentò: "Sono un suo collega, un attore". E l'anziano attore: "Lei è un collega, un attore. Allora, è tempo di morire". Krzysztof Zanussi annota: sarebbe ora che morisse, invece, l'epoca degli eroi proletari nata con la Repubblica Popolare di Polonia; l'epoca in cui certe frasi non si potevano pronunciare da un palcoscenico o dallo schermo, perché avrebbero messo in pericolo il regime; l'epoca in cui girare un film sul Papa era un'operazione top secret (di fatto, le scene del film con i carri armati sovietici e la piazza del mercato di Cracovia invasa dalla folla – trasmesse dal satellite a Washington – allarmarono l'ambasciata americana a Varsavia tanto che il segretario ne chiese conto); l'epoca in cui "in cielo, a tenerci costantemente d'occhio c’era, oltre al buon Dio, un satellite straniero"; l'epoca in cui, per i polacchi, era troppo strano vedere in televisione, durante le partite di calcio, cartelloni pubblicitari con il nome Zanussi.
Il titolo di questo libro La conquista del mondo Vita di famiglia Azzardo e possibilità Viaggi esotici La terra della grande promessa Non tutto il male... Detti La muleta e altre mosse I ricordi e le maschere Cose della vita Una frase del dialogo Da dove trae i suoi temi? Fantasmi I grandi di questo mondo Discorsi Il sogno americano La politica Avventura con il Papa Barbablù Melpomene Le altre muse La fede Il passato è finito